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Perché i brand dovrebbero usare Pinterest

Con oltre 200 milioni di utenti al mese, Pinterest è uno dei social con la crescita maggiore ad oggi, e non mostra nessun segno di rallentamento.

Dall’anno scorso, Pinterest è cresciuto di circa il 40 % – mica bruscolini – con oltre la metà degli utenti fuori dagli USA.
Il 55 per cento dichiara di usare il social a scopo di acquisto, e per trovare prodotti di riferimento, ben oltre 4 volte il dato di altre piattaforme social.
(Dati del 2020, da aggiornare al 2024)

E tra gli utenti settimanali, il numero passa al 90 per cento.

Pinterest sembra non solo avere un forte impatto sugli acquisti degli utenti, e sul modo in cui lo fanno, ma indirizza gli stessi a spendere più denaro, più spesso, e su più prodotti rispetto agli utenti abitualmente presenti sugli altri social.

Pinterest ha compreso da tempo che la sua forza diretta deriva dagli influencers, o dai creatori, capaci di creare contenuti di grande ispirazione.
La piattaforma social ha rilasciato numerose funzionalità e iniziative che hanno reso più agevole l’instaurarsi di collaborazioni tra i creatori e i marchi, come nuovi strumenti per organizzare i Pin, bacheche e sezioni o categorie, Pincode, per citarne alcune.

Come risultato, i creatori stanno rapidamente spostando la loro attenzione e priorità su Pinterest rispetto a piattaforme concorrenti, ricavandone alcuni benefici diretti da parte degli stessi brand:

Durata e permanenza dei contenuti.

Assunto che circa 80 milioni di post su IG e oltre 3 milioni di blog post sono pubblicati ogni giorno, il valore dei contenuti generati dagli influencer e dagli utenti è abbastanza ovvio e previsto, ma la vera opportunità risiede nel rilasciare i contenuti su richiesta, quando i consumatori li cercano.

Cosa vuol dire?
Che i brand e gli esperti di marketing hanno necessità che il contenuto sia davvero sempre disponibile agli utenti durante il loro percorso di acquisto, sia prima che dopo.

Uno dei maggiori fattori di valore di Pinterest è proprio la durata – o direi ciclo di vita – del contenuto.
In Pinterest ha una durata media di 1600 volte rispetto a un post IG, e i ‘pinners’ hanno un’interazione attiva con un singolo Pin per circa 3 mesi e mezzo dal suo upload sulla piattaforma.

in netto contrasto con il ciclo di vita media su IG, che resta intorno ai 3 giorni in tutto.
Tutto ciò incide profondamente con il ROI complessivo del contenuto generato dagli influencer, proprio per effetto della durata media maggiore.

Nota: In effetti, io sono appassionato di scarpe, del brand Nike.
Le ho viste per la prima volta su Pinterest, le ho riguardate decine di volte, ho salvato il Pin, e ho cercato infine quel particolare modello online, trovandole in esclusiva su un sito di Londra.
Morale, le ho acquistate circa 2 mesi e mezzo dopo averle viste la prima volta.

Vuoi diffondere un contenuto che duri a lungo? Non usare sicuramente IG.

Misurabilità.

Man mano che il marketing dettato dai creatori e influencers si evolve nel tempo, la sfida si fa sempre più ardua.
Misurare il successo di un contenuto o prodotto su Pinterest è pressoché unico proprio perché il comportamento di acquisto su Pinterest è unico.

Mentre i Pin possono non convertire subito il contenuto in acquisto come su altri siti, hanno però il potere di influenzare pesantemente le scelte di acquisti futuri, anche a lungo termine, pertanto è fondamentale riflettere su una finestra temporale più ampia, la CPA avrà una corsa di miglioramento molto maggiore per effetto di acquisti prolungati nel tempo.

Il primo strumento autonomo per misurare i risultati è Pinterest Analytics, una dashboard organizzata in 3 sezioni: il tuo profilo Pinterest, il tuo pubblico, e le analytics del tuo sito.
Ciascuna sezione traccia report sulle KPI primarie: impressions, click, e items salvati (o conosciuti come re-pin).
In aggiunta, Pinterest collabora con una varietà di strumenti dei terze parti per il tracking professionale, e la misurazione di conversioni online e offline.

Pinterest ha formalmente cambiato il modo di acquistare online, e il comportamento che produce l’acquisto.
Associa questo valore con la durata di vita del contenuto, e le capacità di tracking, ed è facile capire perché molti marketers stiano svoltando verso Pinterest per catturare nuove fette di consumatori.

Pinterest: il potere della dashboard
Pinterest: il potere della dashboard

Pur non essendo una piattaforma adatta a ogni brand – potrebbe non esserlo per il tuo – verifica se il tuo pubblico ideale è su Pinterest, in questo caso farai meglio a catalizzare le tue priorità di marketing verso questa piattaforma, soprattutto se fortemente basata sulla presenza di influencer come amplificatore dei tuoi prodotti.

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