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Food e Ristorazione: perché serve il fotografo

Breve premessa.
Sono alla continua ricerca di fotografi professionisti per la realizzazione di shooting fotografici, specializzati in Still Life e in Food Photography.

Nel mio lavoro di Food e Brand Designer, sono uno strenuo difensore dell’approccio verticale: in un determinato ambito, cerco costantemente l’elevata qualità, la cura dei dettagli, il metodo e la scelta dei materiali, ove la perfezione non sia raggiungibile, faccio di tutto per avvicinarmi il più possibile.

Molti clienti mi richiedono un progetto di restyling, se non di riprogettazione completa del loro brand.

E quasi sempre, in mezzo a elementi di marketing, design, e progettazione degli elementi di marchio, gli aspetti relativi alla scelta delle immagini e la loro realizzazione sono tra i più importanti, se non fondamentali.

A un certo punto, al cliente chiedo: che cosa avete previsto di fare per le immagini?

“Pensavamo di utilizzare delle immagini scattate da una nostra collaboratrice”.
Ovviamente, foto realizzate con un normale smartphone, senza nessun allestimento del piatto, o del set, o dei materiali.

No senti, lascia che ti dica la verità.
Le tue immagini (molto spesso) fanno schifo.

Qualche volta è meglio una sporca e sincera verità, che una delicata menzogna.

Almeno la metà dei ristoranti in cui mi sono imbattuto nell’ultimo anno di lavoro, avevano immagini assolutamente penose, sia dei loro piatti, sia del locale interno ed esterno.

Lavoro molto con i fotografi professionali, e cerco soprattutto quelli specializzati in Food Photography e Still Life.
Hanno una marcia in più, la tecnica specifica per l’allestimento del set, la padronanza delle luci perfette per ritrarre il cibo.

Negli anni scorsi, per una serie di coincidenze fortuite durante la vendita di una mia fotocamera Reflex, mi sono imbattuto in un noto fotografo di Milano, specializzato proprio in Food e in shooting per grandi marchi aziendali.

Trovandomi catapultato nel suo studio milanese nel giro di un paio d’ore, ho avuto l’onore di carpire alcuni segreti e prendere confidenza con la ‘cassetta degli attrezzi’ del Food Photographer.

Entrati immediatamente in sintonia dopo pochi minuti, e scambiatici i nostri tanti lavori, mi ha sommerso di dritte una migliore dell’altra, confermando ancora di più la mia radicata convinzione che i risultati di un lavoro fatto bene, se non coi fiocchi, sono davvero impagabili.

E provo a spiegarvi il perché.

ALZATE IL LIVELLO. SUBITO.

Per un’attività o un progetto Food ben strutturato, che voglia partire col piede giusto e fare subito la differenza, è fondamentale se non obbligatorio eliminare subito la componente amatoriale.

Credetemi, un ristorante di pregio, o che desideri puntare a diventarlo, non potrà affidarsi all’amico con la fotocamera, o peggio ancora al dipendente ‘bravo con lo smartphone’.
Le immagini sono una dura ma sincera verità, non mentono mai.

Volete puntare subito in alto? Oppure volete rilanciare il livello qualitativo generale del vostro marchio?

Nessun compromesso, affidate lo shooting fotografico a un professionista qualificato e specializzato nel settore.
Ciò che potrete ottenere sarà una vera spinta verso l’alto per il vostro ristorante.

Le recensioni le leggono alcuni, le immagini le vedono tutti.

Osservare la cucina al lavoro: cogliere l’attimo.

PERCHÈ IL FOOD PHOTOGRAPHER.

Il fotografo di Food conosce la materia, ha sperimentato diversi stili, è in grado di scegliere l’attrezzatura giusta per il tipo di cibo, a seconda dell’ambiente dove svolgere gli scatti.

Dispone di apparecchi professionali alla portata non di molti, può variare il tipo di macchina – DSLR di alta gamma oppure Mirrorless – e l’uso di obiettivi multipli con grande facilità.

Pone l’attenzione estrema alla corretta illuminazione, vero tallone di Achille di ogni fotografo amatoriale, che in qualsiasi tipo di scatto è ciò che rende differenti l’amatore dal Pro.

Ma soprattutto, ti consente di allocare un investimento sul budget con una resa molto lunga: uno shooting professionale costa, ma la realizzazione di scatti perfetti che restano validi per diversi anni rende la spesa davvero profittevole nel tempo.
Un fotografo generico potrà farti un prezzo generico, un Food Photographer misura in modo esatto il costo preciso per il singolo scatto lavorato.

DI norma, ma non è la norma, una giornata di shooting fotografico può andare dai 500 euro fino ai 1000 euro full-day, per una serie di scatti lavorati e finiti.

UN GIORNO NON BASTA.

Vi è una regola sacrosanta nella fotografia professionale.
Lo scatto è davvero l’ultimissima operazione che si svolge in uno shooting fotografico.
E’ il termine ultimo di una sequenza elaborata di attività di preparazione, non basta scattare e fine.
Non funziona così.

E il Food shooting amplifica ancora di più questa serie di operazioni.

Normalmente, nel caso di uno shooting che comprenda sia gli scatti ai piatti e le ricette, sia alla location, non si gestisce mai tutto in una giornata singola.

Si suddividono le attività in almeno due giornate distinte: una per la location, una per i piatti.

Il lavoro di preparazione, di allestimento del set, il settaggio delle luci, è differente per entrambe le giornate.
In una si prepara il set per fotografare gli interni ed esterni, e i dettagli del locale come la cucina e le sale.
Nell’altra si dedica tutta l’attenzione ai piatti, e non sarebbe possibile svolgere le due operazioni insieme.

In questo caso, uno shooting organizzato su due giornate può costare intorno ai 1400-1800 euro come minimo, al netto di opzioni aggiuntive.

LAVORO AL TOP: HOME ECONOMIST o FOOD STYLIST.

Il fotografo di Food è già un ottimo punto di partenza per fare bene.
Per fare ancora meglio, e ottenere un lavoro al top, è opportuno commissionare anche una figura specializzata nell’allestimento del setup dei piatti, nella preparazione dello scatto, e nell’utilizzo di materiali innovativi e originali.

La Home Economist, o meglio ancora la Food Stylist.

Ma di cosa si occupa questa figura professionale?

La Food Stylist riveste un ruolo preziosissimo di affiancamento al fotografo: si occupa della preparazione ed esposizione dei piatti, e della perfetta presentazione della ricetta e dei materiali a corredo, insomma dell’allestimento al top dell’inquadratura, per consentire al photographer di esaltare il tutto con il proprio scatto finale.

E’ creatività pura, inventiva, originalità nel disporre il set giusto, e scegliere i materiali e le superfici con estrema cura.

Di solito il fotografo non si occupa di questo, non potete affidare a lui un compito delegato ad altre figure, e in questo caso dovrete provvedere da voi all’allestimento, con il margine di errore e imprecisione che questo comporta.

Quindi, per avere il massimo risultato, affidatevi all’abbinamento Food Photographer + Food Stylist, e non avrete più pensieri.

Una Food Stylist potrà costare in media intorno ai 500 euro per la singola giornata, i costi saliranno proporzionalmente alla capacità e bravura della professionista.

La spesa sarà ampiamente ripagata da ciò che avrete ottenuto alla fine dello shooting.

Osserva il carpaccio: pensi che uno smartphone possa bastare?

SOLUZIONI MULTIPLE.

Il Food Photographer non si limiterà a preparare il set e scattare le immagini.

La padronanza delle attrezzature gli consente di applicare stili e tecniche differenti in funzione del tipo di cibo, degli ambienti, e soprattutto in coerenza con il vostro stile di cucina.

Diffidate di chi applica la stessa tecnica buona per tutte le stagioni. Non funziona proprio così.

Il mio Food Photographer ha appena terminato una campagna social per un noto marchio di formaggio, utilizzando la tecnica dello ‘stop-motion’.
Azzeccatissima per il target richiesto, e per la piattaforma di destinazione, in questo caso Facebook.

Scatti a 45°, taglio orizzontale a 15°, scatto verticale sopra il piatto – questo particolarmente adatto a Instagram, e poi ancora stili diversi come il Dark & Moody, Mystic Light.

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